La trasformazione fa parte della vita di ogni Anima. Attraverso la metamorfosi infatti è possibile passare ad uno stadio successivo ed evolversi.
Il ciclo di vita delle farfalle descrive bene l’idea del mutamento della forma: attraverso il cambiamento morfologico, il bruco smette di essere tale, diventa farfalla e impara a volare.
Il simbolismo della farfalla, antico quanto il mondo, racchiude in effetti un significato magico e spirituale di grande forza e libertà.
Spesse volte conduciamo la nostra vita senza attribuire un senso preciso a quanto ci accade, attraversiamo vie e piazze incrociando centinaia di nostri simili, ogni giorno della nostra vita ripetiamo parole, discorsi e atteggiamenti sempre uguali, mai discostandoci da quello che poi risulta essere un vero e proprio schema che ingabbia e incatena.
Così conduciamo la nostra vita in questo modo, dando per scontato tutto e ritenendo che quel buono che ci arriva sia dovuto.
Ma ogni re deve essere degno del proprio reame. Non basta un titolo per essere un reggente. Come non basta un riconoscimento esterno che possa incoronarci: spesso agiamo come dittatori prepotenti, vogliamo che le situazioni e le persone – che ci sono a cuore – facciano e parlino come piacerebbe a noi.
Oppure, che ci rendessero l’onore che riteniamo di avere e che è -il più delle volte – si rivela davvero di ben poco conto.
Come monarchi capricciosi, vorremmo l’accondiscendenza e la compiacenza solo perché dovuto – a nostro avviso egoico – per diritto “regale” (?).

Un vero Re non agirebbe mai in maniera tanto iniqua e sconclusionata.
Avrebbe a cuore gli abitanti del suo reame, considerandoli anime da proteggere e non sudditi, rischiando di provocare le ire di qualcuno tra loro pur di agire per il bene comune. E di certo, un vero Re avrebbe giudizio ponderato e comprensione per gli errori degli abitanti del suo reame, comminando sempre la giusta raccomandazione per poter trarre dall’errore, l’insegnamento giusto.
Un vero Re sarebbe determinato e fermo di fronte ai propri nemici ma anche compassionevole per i limiti degli stessi e tenderebbe loro – sempre e in ogni caso – una mano, affinché dalla comprensione possano generarsi nuove opportunità.
Non tutti però hanno nel proprio destino il diventare Re. Perché non tutti riescono ad esserlo.
Forza, Amore, Compassione; questi, i Consiglieri di un Grande Re.
Essere Re del proprio Reame vuol dire assumersi la responsabilità per sé e per le persone che si hanno a cuore.
È un compito gravoso, difficile e molto, molto impegnativo.
Ma è, al contempo, un dono di incommensurabile bellezza, opportunità e possibilità.


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